L’epidemia Sars-CoV-2 rappresenta un’esperienza traumatica collettiva, che ha posto ciascuno di noi a rischio di sviluppare reazioni psicopatologiche indipendentemente dall’ aver o meno contratto la malattia.

L’isolamento, la preoccupazione per i nostri cari, l’apprensione per la crisi economica, il carico di stress in ogni settore lavorativo, sono tutti
elementi che concorrono a determinare effetti più o meno devastanti.


Tuttavia, è fondamentale considerare che esistono differenti categorie di soggetti esposti a rischio di sviluppare disturbi psicopatologici.
I soggetti maggiormente esposti risultano essere quelli che, direttamente hanno vissuto gli orrori di questi mesi, perché ricoverati in situazioni drammatiche o quelli che hanno perso un loro familiare.


Essere contagiato e confrontarsi con la paura della morte in prima persona, una morte che sarebbe intervenuta da soli o aver perso un proprio caro con l’impossibilità di dirgli addio, a causa delle forti restrizioni imposte per gli accessi dei congiunti in ospedale, espone le persone al rischio di sviluppare sintomi psicopatologici molto gravi.


Studi epidemiologici condotti sulle popolazioni esposte alle precedenti epidemie di SARS o MERS, rilevano che la sintomatologia maggiormente espressa, risulta essere quella ascrivibile al Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD) alimentato anche successivamente dalle lunghe cure mediche necessarie per far fronte all’ infezione.

Inoltre, l’essere stati esposti a esperienze traumatiche, può determinare un incremento patologico della vigilanza (hyper-arousal), con risposte eccessive di allarme, disturbi del sonno, irritabilità e facili scoppi di collera. Queste alterazioni dell’organismo perpetuano lo stato di malessere impedendo all’ organismo di ritornare alle condizioni di omeostasi precedenti all’ esposizione. Collegato al disturbo post traumatico da stress si associano anche sensazione di non provare più alcuna emozione, sentimenti di estraneità verso il mondo circostante e verso se stessi, come se il corpo non fosse il proprio (sintomi di derealizzazione e depersonalizzazione).

Oltre a questo spesso si rilevano Depressione Maggiore e Disturbo
d’Ansia Generalizzato
, con un aggravamento delle condizioni di
quei pazienti che già presentavano una sintomatologia psichiatrica preesistente. Inoltre, i soggetti che hanno subito la perdita di una persona cara rappresentano un’altra categoria a forte rischio di sviluppare reazioni
patologiche, in particolare per le conseguenze di una elaborazione complicata del lutto.

L’Ism stp con i suoi professionisti, mette a disposizione uno spazio terapeutico gratuito di 8 incontri, volto a sostenere, affrontare e prevenire gli effetti generatisi da questa situazione.

Il servizio è riservato a chi ha affrontato direttamente, ammalandosi gravemente, gli effetti del virus o ha avuto un congiunto seriamente ammalato o deceduto.

COME SI ACCEDE AL SERVIZIO?

  • Contattando la segreteria al numero 081/5364367 o scrivendo al numero Whatsapp +39 331 142 2336 e specificando di chiamare per il servizio Assistenza Covid;
  • Fissando un appuntamento con il responsabile che valuterà la possibilità di accedere al servizio e opererà una prima valutazione clinica volta ad inquadrare la problematica riportata e orienterà al percorso adeguato;
  • Specificando come si vuole accedere al servizio (modalità in presenza o online)

Si ricorda che:

  • Il percorso avrà una durata di 8 incontri;
  • Il servizio è riservato a chi ha affrontato direttamente, ammalandosi gravemente, gli effetti del virus o ha avuto un congiunto seriamente ammalato o deceduto;
  • Si potrà svolgere in presenza e online.