A cura della Dott.ssa Lucia Luciana Mosca – Psicologa -Psicoterapeuta.

20 novembre Giornata dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

“Hey ciao. Com’è andata a scuola?”

“Bene.”

“E cosa avete fatto?”

“Niente.”

A quanti genitori non è mai capitato di avere questa conversazione con i propri figli adolescenti? Quanti sono riusciti ad ottenere una risposta articolata a queste domande? Mancata comunicazione, incomprensioni e litigi sono la prassi nella comunicazione con i figli adolescenti, e ciò rende la convivenza difficile e a tratti insopportabile.

È indubbio che l’adolescenza sia quella stagione della vita tanto complessa quanto affascinante, in cui tutto è espresso in potenza e si presentano domande profonde sull’identità, sul senso di appartenenza e sul proprio posto nel mondo. La Giornata dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza non è solo una importante ricorrenza internazionale ma è un’occasione concreta per riflettere su come la società, la scuola, la famiglia e i servizi clinici possano davvero tradurre in pratica i principi sanciti dalla Convenzione ONU del 1989.

Tra i diritti fondamentali degli adolescenti spicca quello di essere ascoltati e di partecipare in prima persona alle decisioni che li riguardano. Essere ascoltati davvero significa essere riconosciuti nella propria unicità, poter esprimere dubbi, sogni, paure e talenti senza timore di giudizio. Attribuire e accettare il valore della voce degli adolescenti significa responsabilizzarli e accompagnarli a condividere punti di vista, bisogni e soluzioni originali per sfide nuove e inedite. Gli adolescenti hanno una sorprendente capacità di visione, creatività e senso critico.

Le ricerche più recenti mostrano inoltre che la partecipazione attiva – cioè il coinvolgimento reale nelle scelte che impattano sulla loro salute fisica, emotiva e sociale – favorisce il benessere, la crescita personale e la prevenzione del disagio. Non basta offrire risposte a bisogni espressi: occorre attivare una relazione educativa che li renda agenti di cambiamento e portatori di valori.

Sostenere i diritti degli adolescenti significa investire nelle loro risorse, prevenire forme di esclusione e solitudine e coltivare continuamente una cultura della protezione e della cura.

Come centro clinico, sosteniamo gli adolescenti nella loro complessità, offrendo uno spazio sicuro e riservato dove ogni giovane può sentirsi accolto e rispettato. Il nostro lavoro quotidiano è fondato su ascolto, co-costruzione degli obiettivi terapeutici, promozione di competenze relazionali e psico-sociali.

Oggi, più che celebrare una ricorrenza, scegliamo di mettere in discussione abitudini e stereotipi, per continuare a costruire pratiche di ascolto capaci di evolversi con le loro reali esigenze.

Perché, forse, quelle non sono le giuste domande da rivolgere loro.